“Pensavo fosse amore… e invece era un calesse”: 5 cose che forse non sai sul film di Massimo Troisi

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“Io guarda, io non è che so’ contrario al matrimonio eh, che non so’ venuto… Solo, non lo so, io  credo  che in particolare un uomo e una donna siano le persone meno adatte a sposarsi tra di loro, troppo diversi”. È la teoria di Massimo Troisi perfettamente spiegata in Pensavo fosse amore… invece era un calesse, che si rivede volentieri il 21 agosto su Rete  4 alle 23.25. In attesa delle celebrazioni del 2023, il 19 febbraio, quando l’attore avrebbe compiuto settant’anni.

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Scenate di gelosia

Uscito nel 1991, il film raccontava di Tommaso e Cecilia, due fidanzati napoletani, lui ha una trattoria accanto a Castel dell’Ovo. Le nozze sono vicine, ma la gelosia della fidanzata mette il legame in pericolo: durante un momento di intimità si convince di aver sentito Tommaso pronunciare il nome di un’altra, tale Elena. Le scenate sono continue, finché è proprio lei a scegliere di lasciarlo. Lui: “Fammi salire un attimo, ci spieghiamo…”; Lei: “No… è che stavo dormendo… non voglio che mi vedi così, sono brutta”. Lui: “… tanto mi devi lasciare, mica ti devi fidanzare… meglio no? Se sei brutta”.

Aspettative e delusioni amorose

Il titolo lo spiega lo stessi Troisi: “Riguarda la delusione di qualcosa le cui aspettative non sono state mantenute. Si sarebbe potuto usare un qualsiasi altro oggetto, una sedia o un tavolo, che si contrappone come oggetto materiale all’amore spirituale che non c’è più”. Raccontava Francesca Neri, che sul set si era trovata benissimo con Massimo: “Quando il suo personaggio dice che l’uomo e la donna sono troppo diversi per stare insieme, esprime una ferma convinzione di Troisi. Lui mi confidò che all’inizio di ogni storia d’amore desiderava sposarsi e avere figli, ma poi finiva puntualmente per ricredersi. Sosteneva che le donne sono troppo gelose, possessive, esigenti e lui non si sentiva alla loro altezza. Ma gli piacevano da morire e, sapendo forse che gli restava poco da vivere, non si negava conquiste ed emozioni. Quando lo conobbi, si stava lasciando con Clarissa Burt che non tollerava il suo successo con le ragazze: non gli davano pace, si presentavano a frotte anche sul set”.

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Costi e incassi

Il film è stato girato a Napoli, vicino Castel dell’Ovo, costo: 5 miliardi di lire. All’uscita il film incassò un miliardo e mezzo di lire. Diventerà uno dei film più visti del ’92 con 15 miliard di incasso, anche per merito dello spot pubblicitario con Troisi in versione antimeridionale che parla un dialetto lombardo. 

Premi e riconoscimenti

Il film vince il David di Donatello per il miglior attore non protagonista, per Angelo Orlando. Francesca Neri vince il Nastro d’argento da protagonista, mentre a Pino Daniele il Nastro per la colonna sonora, e la bellissima canzone Quando. Tra le battute da ricordare quella che riguarda la sincerità: “Ma perché siete tutti così sinceri con me, cosa vi ho fatto di male, io? Chi vi ha chiesto niente? Queste non sono cose che si dicono in faccia. Queste sono cose che vanno dette alle spalle dell’interessato. Sono sempre state dette alle spalle”. 

 

La fine di una relazione

Pensavo fosse amore… invece era un calesse ha segnato una svolta nel cinema di Troisi. Raccontando non una storia di innamoramento ma facendo  un film sul coraggio necessario per porre fine a una relazione. “Ci vuole lo stesso impegno e la stessa intensità dell’inizio” disse Troisi. Il regista e attore morirà di infarto durante le riprese del suo film successivo, Il postino, il7 giugno 1994,a soli 41 anni.

 

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